IPSO
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Luciano Marchino
CHE COS'È LA BIOSOFIA


LENTAMENTE… DOLCEMENTE… PROFONDAMENTE

All'interno del paradigma della psicologia somatorelazionale, la biosofia rappresenta l'atteggiamento etico e metodologico del minimo intervento necessario. In presenza delle tecniche, talora inevitabilmente direttive, di molti approcci della psicologia somatorelazionale, la biosofia esprime la necessità di un preciso e profondo ascolto del paziente-allievo per coglierne e sostenerne le più sottili sfumature auto-assertive anche, e soprattutto, laddove queste sembrano contraddire la strategia terapeutica impostata dall'analista.

Per fare questo, l'analista biosofo si mantiene aperto sia nei confronti delle dichiarazioni verbali del suo interlocutore che ai suoi messaggi non verbali, espressi dalla qualità della voce, del movimento, della postura, dell'espressione somato-emozionale e della peculiare qualità energetica dell'organismo.

Un maestro zen di nome Basho disse: "non cercare di seguire le orme dei savi che ti hanno preceduto, cerca ciò che essi cercavano". Riportato nell'ambito della professione dell'analista, ciò significa che una volta in possesso degli strumenti per leggere il corpo e l'armatura dei pazienti, bisognerebbe darsi sempre il premesso di lasciarsi sorprendere dalla loro unicità. L'elemento fondante dell'atteggiamento biosofico è quindi la capacità di porre meno filtri cognitivi possibili, e meno preconcetti possibili, tra se stessi e l'altro, per tornare a ogni seduta, a ogni istante di ogni seduta, a vedere l'altro, il paziente, come l'unico soggetto in grado di dichiarare tutta la verità su se stesso. Questo atteggiamento è oggi validato dalle più recenti acquisizioni delle neuroscienze e in particolare dai risultati degli studi sui neuroni a specchio. Il compito del terapeuta (therapon, il compagno d'armi dell'eroe, quello che gli porgeva gli strumenti per lottare) dovrebbe essere semplicemente quello di saper fornire di volta in volta all'eroe gli strumenti adatti per affrontare la sfida che si presenta nell'attimo reale, nel qui e ora. L'idea è quella di tornare ad apprendere direttamente dai pazienti.